Nino D’Angelo negli anni ‘80 è stato il caschetto biondo più famoso d’Italia dopo Raffaella Carrà. Oggi non ha più il caschetto e non fa più quelle canzoni che lo resero famoso allora, come “’Nu jeans e ‘na maglietta”. I suoi capelli si sono ingrigiti, anche se glieli taglia lo stesso barbiere che inventò il caschetto.
Vive a Roma, circondato dalla sua numerosa famiglia, e la sua musica – che compone in un piccolo studio sulla Cassia – ha il suono del Mediterraneo. L’ultimo concerto allo Stadio Maradona di Napoli è un saluto definitivo agli anni ‘80, al caschetto e a quel tipo di musica. A vivere con lui questo momento, nascosto dietro un telefonino, suo figlio, Toni, regista. Lo incalza con le domande, registra tutto, anche e soprattutto i momenti più intimi. Chi era suo padre negli anni ‘80? Com’è arrivato al successo e al benessere dalla povertà più assoluta? E perché, una volta raggiunto il successo, quando Toni era piccolo, hanno dovuto abbandonare la città che aveva reso celebre suo padre? Per trovare risposta a queste domande, con “NINO. 18 GIORNI” Toni D’Angelo segue suo padre in giro per l’Italia, durante le tappe del suo tour o l’organizzazione di nuovi eventi, e, allo stesso tempo, lo riporta nei luoghi della sua infanzia: San Pietro a Patierno, il quartiere di Napoli in cui è cresciuto, e Casoria, paese alle porte di Napoli dove è diventato uomo, cantante e padre. Il pretesto per iniziare questo viaggio sono i 18 giorni in cui Nino era a Palermo: quando Toni nacque, Nino era lì, impegnato con la prima sceneggiata che lo rese noto. Un successo inaspettato, che si protrasse a lungo e che ritardò di 18 giorni la conoscenza fra padre e figlio. Oggi, a distanza di anni, Nino e Toni – diventato padre a sua volta – cercano di riappropriarsi di quel tempo perduto per riscoprirsi e ritrovarsi, l’uno nell’altro.
Nino D’Angelo
Soggetto e Sceneggiatura
TONI D’ANGELO, ROBERTO MOLITERNI
Colonna Sonora originale
CESARE PICCO, NUCCIO TORTORA
Direttore della fotografia
ROCCO MARRA, MARCELLO MURO
Montaggio
ERIKA MANONI
Prodotto da
TONI D’ANGELO, LUCIANO, CARLO E LORENZA STELLA, MARIA CAROLINA TERZI, STEFANO FRANCIONI, ANNAMARIA GALLO
Aiuto regia
SAVERIO DI BIAGIO
Fonici di presa diretta
AMITT DARIMUNDUR, DANIELE MARANI, ANTONIO CASPARIELLO
Fonico di mix
ANDREA MALAVASI
Montaggio del suono
RICCARDO LANDI
Toni D’Angelo (Napoli, 1979) è un regista, sceneggiatore e produttore. Dopo l’infanzia a Roma, si forma tra il DAMS di Bologna e l’Università Roma Tre, dove si laurea con una tesi sul cinema di Abel Ferrara. Dal 2002 al 2004 lavora come assistente proprio di Ferrara, collaborando alla scrittura di soggetti e co-dirigendo il videoclip “Move with Me”. Nello stesso periodo realizza i suoi primi cortometraggi, tra cui “Bukowski”, “Casoria” e “L’uomo che amava gli ascensori”, segnando un esordio personale e visivo che anticipa i tratti del suo cinema. Debutta nel lungometraggio con “Una notte” (2007), che gli vale la candidatura al David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 2009 realizza “Poeti”, documentario selezionato alla 66. Mostra di Venezia, a cui seguono “L’innocenza di Clara” (2011), in concorso a Montréal, e il corto “Ore 12” (2014), presentato alla Festa del Cinema di Roma, un’opera breve e tesa che mette in scena una violenza sotterranea e collettiva. Nel 2015 dirige “Filmstudio Mon Amour”, omaggio a un luogo leggendario del cinema italiano, che gli vale un Nastro d’Argento speciale. Seguono “Falchi” (2016), noir urbano prodotto da Rai Cinema e Minerva Pictures, e il corto “Nessuno è innocente” (2018), selezionato alla Settimana della Critica di Venezia. Con “Calibro 9” (2019), presentato al Torino film festival, rilettura contemporanea del poliziesco all’italiana, Toni D’Angelo firma il suo progetto più ambizioso,
confermando un cinema radicato nel reale, visivamente netto e narrativamente inquieto, attraversato da una costante tensione civile ed esistenziale. Nel 2023 fonda la casa di produzione Isola Produzioni.
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